Modelli di supply chain: i 6 tipi principali e come scegliere quello giusto

Basta uno scaffale vuoto per perdere un cliente per sempre, o una spedizione in ritardo per fermare un’intera linea di produzione. Nel mondo del business, situazioni come queste non sono semplici imprevisti: sono dannose. Questi errori rappresentano vere e proprie fratture nelle fondamenta stesse del modo in cui il valore viene creato e distribuito.

L’architettura che previene queste fratture è il modello di supply chain di un’azienda: un framework strategico che governa l’intero flusso di beni, informazioni e risorse finanziarie, dalla materia prima al consumatore finale. Comprendere questa architettura non è solo un compito per i responsabili della logistica. È un requisito fondamentale per chiunque voglia costruire un’impresa resiliente, efficiente e competitiva in un mondo in cui velocità e affidabilità sono fattori decisivi.

Che cos’è un modello di supply chain?

Un modello di supply chain è il progetto operativo che definisce il modo in cui un’azienda gestisce la propria catena di fornitura. Non è la stessa cosa di una strategia, che rappresenta il “perché”, né del supply chain management (SCM), che è il “come” operativo quotidiano. Il modello è il “che cosa”: la struttura specifica progettata per raggiungere gli obiettivi dell’azienda.

Alla base, ogni modello affronta un compromesso fondamentale tra reattività ed efficienza. La supply chain dovrebbe essere progettata per reagire con estrema rapidità a una domanda imprevedibile, oppure ottimizzata per ottenere il costo unitario più basso possibile in un mercato stabile? Non esiste una risposta unica corretta. Un approccio valido per tutti è una ricetta per il fallimento. Il modello giusto è una scelta deliberata, un’architettura progettata con attenzione per allinearsi a prodotti, mercati e obiettivi aziendali specifici, fornendo la struttura necessaria per competere e vincere.

I 6 modelli fondamentali di supply chain

Sebbene esistano innumerevoli varianti personalizzate, quasi ogni supply chain efficace si basa sui principi di sei modelli fondamentali. Ognuno è progettato per eccellere in specifiche condizioni di mercato, rispondendo a diverse tipologie di prodotto e alle aspettative dei clienti. Scegliere quello giusto è il primo passo verso l’eccellenza operativa.

Il modello a flusso continuo

Questo modello è interamente incentrato sulla stabilità. Progettato per prodotti ad alto volume e bassa variabilità, il modello a flusso continuo è il motore delle industrie mature con una domanda altamente prevedibile. Si pensi a beni di largo consumo come zucchero o farina, oppure alla lavorazione delle materie prime, dove la produzione avviene senza interruzioni.

Le sue caratteristiche chiave sono un piano di produzione lineare e costante e il mantenimento di livelli di inventario minimi. L’intero sistema è ottimizzato per garantire la massima efficienza e affidabilità, rendendolo un pilastro operativo potente, ma poco flessibile.

Il modello fast chain

Quando la rilevanza di un prodotto si misura in mesi o addirittura in settimane, la velocità diventa tutto. Il modello fast chain è progettato per prodotti con cicli di vita di mercato brevi, in cui l’obiettivo principale è ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’ideazione e il cliente finale. Questo è il territorio della fast fashion e dell’elettronica di consumo.

Si basa fortemente su previsioni accurate per anticipare i trend e su cicli rapidi ed efficienti che colmano il divario tra design e scaffali di vendita prima che la tendenza svanisca.

Il modello di supply chain efficiente

Nei mercati ipercompetitivi, in cui il prezzo è il principale terreno di confronto, il modello di supply chain efficiente domina incontrastato. Il suo obiettivo esclusivo è la riduzione dei costi in ogni punto possibile della catena. Questo modello è ideale per settori come la produzione di acciaio o cemento, dove il prodotto è una commodity e ridurre anche solo frazioni di centesimo nei costi può tradursi in un vantaggio competitivo significativo.

Il risultato viene raggiunto attraverso un’ottimizzazione estrema della gestione end-to-end dell’inventario, la produzione in grandi lotti e la massimizzazione dell’utilizzo degli asset.

Il modello agile

La volatilità è il nemico dell’efficienza, ma l’habitat naturale del modello agile. Questo framework è progettato per rispondere rapidamente a una domanda imprevedibile e a improvvisi cambiamenti di mercato. A differenza del modello efficiente, privilegia la flessibilità rispetto al costo, rendendolo ideale per prodotti specializzati o configurati su misura, dove la domanda è difficile da prevedere.

Per garantire questa reattività, il modello agile si basa su dati di mercato in tempo reale e spesso mantiene una scorta di sicurezza di componenti critici, piuttosto che di prodotti finiti, così da consentire un assemblaggio finale rapido una volta ricevuto l’ordine.

Il modello custom-configured

Il modello custom-configured offre un approccio ibrido, che combina in modo elegante i principi del modello agile e di quello a flusso continuo. È lo standard per prodotti caratterizzati da numerose configurazioni, come automobili o personal computer.

In questo caso, la parte a monte della supply chain opera secondo una logica di flusso continuo, producendo e stoccando componenti di base in grandi volumi. La parte a valle, invece, è puramente agile: il processo di assemblaggio e configurazione finale viene attivato solo dopo la ricezione di uno specifico ordine da parte del cliente.

Il modello flessibile

Alcune aziende affrontano una sfida particolare: lunghi periodi di bassa attività intervallati da picchi improvvisi di domanda elevata. Il modello flessibile è progettato specificamente per gestire questa volatilità. Consente di riconfigurare rapidamente le operazioni di produzione e logistica per affrontare i picchi e poi ridimensionarle senza sostenere costi generali eccessivi.

Questo lo rende fondamentale per i settori caratterizzati da una forte stagionalità della domanda, come la produzione di decorazioni natalizie, alcuni prodotti agricoli o specifiche tipologie di abbigliamento.

Approcci e filosofie strategiche

Questi modelli fondamentali non operano in modo isolato. Vengono implementati attraverso filosofie strategiche più ampie che guidano il funzionamento della supply chain. Questi principi plasmano il mindset dell’organizzazione e influenzano direttamente quale modello operativo risulti il più adatto.

Strategie push vs pull

Al livello più fondamentale, le supply chain sono guidate da uno dei due trigger strategici. Una strategia push si basa sull’anticipazione. La produzione e i livelli di inventario vengono definiti sulla base di previsioni della domanda futura, con i prodotti “spinti” lungo la catena verso il consumatore. Questo approccio make-to-stock è comune nei modelli Efficient e a flusso continuo, dove la prevedibilità è elevata.

Al contrario, una strategia pull è attivata dalla domanda reale. Nulla viene prodotto o movimentato finché un cliente non effettua un ordine. Questo approccio make-to-order riduce al minimo il rischio di inventario, ma richiede un’elevata reattività, rendendolo il fondamento dei modelli Agile e Custom-Configured.

Gestione lean, agile e leagile

Oltre alle strategie push e pull, diverse filosofie di gestione influenzano la progettazione della supply chain. La lean management è una filosofia focalizzata sull’eliminazione di ogni forma di spreco (tempo, materiali, passaggi) per massimizzare il valore per il cliente. È il partner ideologico del modello di supply chain efficiente.

L’agile SCM, invece, è una filosofia incentrata sulla flessibilità e sulla capacità di rispondere rapidamente a un mercato volatile. Privilegia la sensibilità al mercato e l’integrazione virtuale rispetto alla pura efficienza dei costi.

Il concetto di leagile emerge come un potente approccio ibrido. Questa impostazione utilizza un punto di disaccoppiamento strategico per dividere la supply chain in due parti. La porzione a monte, che gestisce componenti prevedibili, è governata da principi lean. La porzione a valle, più vicina al cliente e alla domanda imprevedibile, è gestita con processi agile. In questo modo, l’azienda può ottenere i vantaggi di costo della produzione lean mantenendo al contempo la reattività di un sistema agile.

Framework chiave per l’analisi della supply chain

Oltre ai modelli e alle strategie, esiste un insieme di framework standardizzati che aiutano le aziende ad analizzare, misurare e ottimizzare le operazioni di supply chain. Non si tratta di modelli operativi in sé, ma di strumenti diagnostici progettati per migliorare qualunque modello sia in uso.

Il modello SCOR (Supply Chain Operations Reference)

Il modello SCOR è un framework standardizzato e riconosciuto a livello globale per l’analisi e il miglioramento delle performance della supply chain. Scompone la supply chain in sei processi di gestione fondamentali: Plan, Source, Make, Deliver, Return ed Enable.

Grazie a un linguaggio comune e a metriche standardizzate, il modello SCOR consente alle aziende di diagnosticare problemi di performance, confrontarsi con i competitor e ottimizzare in modo sistematico l’efficacia di ciascuno dei sei modelli di supply chain.

Altri framework rilevanti (GSCF e APQC)

Sebbene il modello SCOR sia il più diffuso, altri framework offrono prospettive altrettanto preziose. Il modello del Global Supply Chain Forum (GSCF) pone una forte enfasi sui processi aziendali cross-funzionali e sull’importanza strategica della gestione delle relazioni con fornitori e clienti chiave.

Il Process Classification Framework (PCF) di APQC, invece, fornisce una tassonomia completa dei processi aziendali, inclusi quelli della supply chain, ed è ampiamente utilizzato per attività di benchmarking e iniziative di miglioramento dei processi.

Modelli di supply chain management (SCM)

Mentre i modelli di supply chain si concentrano sul flusso di beni e servizi, i modelli di supply chain management (SCM) forniscono framework e metodologie per ottimizzare e coordinare le diverse attività della supply chain. Questi modelli offrono approcci strutturati alla pianificazione, all’esecuzione e al monitoraggio dei processi, consentendo alle aziende di raggiungere maggiore efficienza, reattività e redditività.

Modello integrato

Il modello di supply chain integrato mira a creare un flusso continuo e senza interruzioni di materiali, informazioni e transazioni finanziarie, consentendo una maggiore visibilità, reattività e ottimizzazione dell’intera supply chain. Promuove la condivisione di informazioni, risorse e processi decisionali, enfatizzando la collaborazione e il coordinamento tra tutti gli attori della catena di fornitura, inclusi fornitori, produttori, distributori e retailer.

Modello SCOR (Supply Chain Operations Reference)

Il modello Supply Chain Operations Reference (SCOR), composto da cinque processi fondamentali — Plan, Source, Make, Deliver e Return — è un framework ampiamente adottato per analizzare e migliorare le performance della supply chain e fornisce un approccio standardizzato per definire, misurare e ottimizzare i processi della catena di fornitura. Consente alle aziende di confrontare le proprie operazioni con le best practice di settore, individuare aree di miglioramento e implementare strategie volte ad aumentare l’efficacia complessiva della supply chain.

Modello just-in-time (JIT)

Il modello just-in-time (JIT) è un principio di produzione lean che mira a ridurre i livelli di inventario e a migliorare l’efficienza operativa ricevendo materiali e componenti solo quando sono effettivamente necessari per la produzione. Il JIT si basa su una stretta coordinazione con i fornitori, su previsioni della domanda precise e su una logistica efficiente per minimizzare le scorte in eccesso e i relativi costi di mantenimento. Gli sprechi vengono ridotti, i costi di stoccaggio diminuiti e viene promosso un flusso continuo di beni lungo la supply chain.

Leggi di più sul modello just-in-time nel nostro articolo dedicato:

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Modello di mass customization

Il modello di mass customization combina i principi della produzione di massa con la capacità di personalizzare i prodotti in base alle preferenze individuali dei clienti. Sfrutta processi produttivi flessibili, design di prodotto modulari e tecniche avanzate di supply chain management per consentire la produzione su larga scala ed economicamente sostenibile di beni e servizi personalizzati.

Questo modello è particolarmente rilevante in settori come l’elettronica di consumo, l’automotive e l’abbigliamento, dove i clienti richiedono prodotti personalizzati senza compromettere i costi o i tempi di consegna.

Come scegliere il modello giusto per la tua azienda

Selezionare il modello di supply chain giusto non è una tattica operativa: è una decisione strategica cruciale. La scelta deve essere deliberata e basata su un’analisi approfondita delle caratteristiche specifiche del business e del mercato.

Il processo inizia allineando il modello alla strategia aziendale complessiva. Stai competendo sul costo, sull’innovazione o sul servizio al cliente? La risposta ti orienterà verso efficienza, velocità o reattività. Considera le caratteristiche del prodotto: una commodity come il grano richiede un modello diverso rispetto a un macchinario altamente personalizzato. Analizza i pattern di domanda del tuo mercato. La domanda è stabile e prevedibile oppure volatile e stagionale? Infine, valuta in quale fase del ciclo di vita si trova il prodotto, perché un nuovo lancio può richiedere un approccio agile che, con la maturità del mercato, potrebbe evolvere verso un modello più efficiente.

In definitiva, la decisione consiste nel gestire il trade-off tra costo, velocità e reattività. Anche la tecnologia e l’infrastruttura disponibili possono abilitare alcuni modelli e limitarne altri. Valutando con attenzione questi fattori, un’azienda può andare oltre un approccio operativo reattivo e progettare una supply chain che diventi un motore potente e proattivo di crescita.

Vantaggi e sfide dei modelli di supply chain

Sebbene l’adozione di un modello di supply chain efficace possa migliorare in modo significativo la competitività, la redditività e la soddisfazione del cliente di un’azienda, la sua implementazione e il suo mantenimento possono presentare anche diverse sfide.

Vantaggi dei modelli efficaci

L’implementazione di un modello di supply chain appropriato e ben progettato offre numerosi vantaggi. L’efficienza operativa complessiva e la produttività possono migliorare in modo significativo grazie alla razionalizzazione dei processi, alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse. Consegne puntuali, disponibilità dei prodotti e capacità di soddisfare le aspettative dei clienti contribuiscono ad aumentare la soddisfazione del cliente.

I modelli che pongono l’accento su pratiche lean, riduzione degli sprechi e ottimizzazione dell’inventario possono generare rilevanti risparmi sui costi, migliorando la redditività, mentre i modelli di supply chain green riducono l’impatto ambientale delle attività aziendali e favoriscono la sostenibilità di lungo periodo. I modelli agili e flessibili consentono alle aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato, alle richieste dei clienti e alle interruzioni operative, offrendo un vantaggio competitivo in contesti dinamici. Infine, attraverso l’implementazione di piani di contingenza e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, è possibile individuare e mitigare potenziali rischi, come interruzioni della fornitura, problemi di qualità o cambiamenti normativi.

Sfide comuni e come affrontarle

Nonostante i numerosi benefici, l’implementazione e il mantenimento di modelli di supply chain efficaci possono presentare diverse sfide che le aziende devono affrontare. Con supply chain sempre più globali e interconnesse, gestire la complessità di più livelli di fornitori, reti logistiche e requisiti normativi può rappresentare una difficoltà significativa. L’adozione di tecnologie avanzate, come software di supply chain management e strumenti di data analytics, può aiutare le aziende a ottenere maggiore visibilità e controllo sulle proprie operazioni.

Una gestione efficace della supply chain richiede spesso collaborazione e condivisione delle informazioni tra molteplici stakeholder. Stabilire partnership solide, favorire la fiducia e implementare canali di comunicazione strutturati è essenziale per superare questa sfida. Allo stesso modo, una gestione del cambiamento efficace — che includa formazione del personale, comunicazione chiara e sistemi di incentivazione — può ridurre la resistenza all’adozione di un nuovo modello, nonché ai cambiamenti di processo e culturali che esso comporta, facilitando una transizione più fluida.

L’integrazione di diversi sistemi tecnologici, come enterprise resource planning (ERP), transportation management systems (TMS) e warehouse management systems (WMS), può risultare complessa a causa di problemi di compatibilità e silos informativi. Questa criticità può essere affrontata adottando formati di dati standardizzati, protocolli di interoperabilità e soluzioni cloud. L’implementazione di solide strategie di gestione del rischio — come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la predisposizione di piani di contingenza e gli investimenti nella resilienza della supply chain — consente di mitigare l’impatto di potenziali interruzioni causate da eventi come disastri naturali, conflitti geopolitici o minacce di cybersecurity.

Poiché l’implementazione e la gestione di modelli di supply chain efficaci richiedono spesso competenze specialistiche, è fondamentale investire nello sviluppo dei talenti, in programmi di formazione e in partnership collaborative con istituzioni accademiche o associazioni di settore per colmare il gap di competenze nella supply chain. Un approccio proattivo alle sfide e il miglioramento continuo delle operazioni consentiranno alle aziende di massimizzare i benefici dei modelli di supply chain adottati e di mantenere un vantaggio competitivo nei rispettivi mercati.

Tendenze future nei modelli di supply chain

Neural Network

Impatto dell’intelligenza artificiale e della blockchain

Tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (AI) e la blockchain sono destinate a rivoluzionare i modelli di supply chain nei prossimi anni. Gli algoritmi di AI possono analizzare enormi volumi di dati provenienti da fonti diverse per fornire insight predittivi, ottimizzare i processi della supply chain e migliorare le capacità decisionali. Le tecniche di machine learning possono perfezionare la previsione della domanda, la gestione dell’inventario e l’ottimizzazione dei percorsi, generando maggiore efficienza e risparmi sui costi.

La tecnologia blockchain, grazie alla sua natura decentralizzata e trasparente, ha il potenziale di trasformare la tracciabilità e la trasparenza della supply chain. Creando un registro immutabile delle transazioni e dei movimenti dei prodotti, la blockchain può migliorare la visibilità lungo la catena di fornitura, semplificare i processi di documentazione e rafforzare la fiducia tra i partner della supply chain. Questa tecnologia è particolarmente utile in settori con supply chain complesse, come l’alimentare, il farmaceutico e i beni di lusso, dove tracciabilità e provenienza sono elementi fondamentali.

Digitalizzazione e automazione

La digitalizzazione e l’automazione dei processi di supply chain stanno diventando sempre più diffuse, spinte dalla necessità di maggiore efficienza, agilità e ottimizzazione dei costi. Le tecnologie digitali, come l’Internet of Things (IoT), la robotica avanzata e i veicoli autonomi, consentono il monitoraggio in tempo reale, la movimentazione automatizzata dei materiali e l’ottimizzazione delle operazioni logistiche.

I magazzini automatizzati, dotati di robotica e veicoli a guida autonoma (AGV), possono migliorare in modo significativo i processi di picking, packing e gestione dell’inventario, riducendo i costi del lavoro e minimizzando gli errori umani. Allo stesso modo, camion autonomi e droni possono rivoluzionare la consegna dell’ultimo miglio, offrendo un trasporto delle merci più rapido ed efficiente.

Inoltre, l’integrazione dei digital twin — repliche virtuali di asset e processi fisici della supply chain — può facilitare simulazioni, pianificazione di scenari e manutenzione predittiva, consentendo decisioni proattive e riducendo al minimo i tempi di inattività. Con il continuo evolversi di questi progressi tecnologici, i modelli di supply chain dovranno adattarsi e sfruttare tali capacità per rimanere competitivi e soddisfare le crescenti esigenze di clienti e stakeholder.

Perché i modelli di pianificazione della supply chain sono importanti

Nell’attuale contesto di business globalizzato e altamente competitivo, una gestione efficace della supply chain è diventata un fattore critico di successo per le aziende di tutti i settori. Selezionare e implementare il modello di supply chain più appropriato è fondamentale per raggiungere l’eccellenza operativa, soddisfare le aspettative dei clienti e mantenere un vantaggio competitivo sostenibile. I modelli di pianificazione della supply chain forniscono un framework strutturato che consente alle aziende di allineare le strategie di supply chain agli obiettivi di business complessivi.

Valutando con attenzione fattori come le caratteristiche del prodotto, i pattern di domanda, i requisiti dei clienti e le dinamiche di mercato, le aziende possono scegliere il modello di supply chain più adatto per ottimizzare le operazioni, ridurre i costi e migliorare la soddisfazione del cliente. Inoltre, i modelli di pianificazione della supply chain offrono una vera e propria roadmap per un’implementazione efficace, aiutando le aziende a gestire la complessità dei processi di trasformazione della supply chain. Forniscono indicazioni su come integrare la tecnologia, snellire i processi e favorire la collaborazione tra i partner della supply chain, garantendo una transizione fluida verso il nuovo modello operativo.

I modelli di pianificazione della supply chain facilitano anche la mitigazione dei rischi e il rafforzamento della resilienza della supply chain. Integrando piani di contingenza e sfruttando tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la blockchain, le aziende possono identificare e mitigare in modo proattivo potenziali interruzioni, garantendo la continuità operativa e preservando il vantaggio competitivo.

In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, il supply chain management è diventato un imperativo strategico. L’adozione del modello di pianificazione della supply chain più appropriato può migliorare l’efficienza operativa, aumentare la soddisfazione dei clienti e contribuire in modo decisivo alla redditività di lungo periodo e a una crescita sostenibile.

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Written by
 Livia Miller

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